• Separazione e divorzio affidamento dei figli, affari patrimoniali, responsabilità dei coniugi e tempistiche della causa.
  • Incidente stradale operazioni preliminari, valutazione dei danni patrimoniali e personali, gestione delle pratiche assicurative, risarcimenti.
  • Il mobbing come si affronta la costante dequalificazione professionale, come si gestisce l'emergenza relazionale?.


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  • Incidente stradale operazioni preliminari, valutazione dei danni patrimoniali e personali, gestione delle pratiche assicurative, risarcimenti.


Separazione e divorzio

Autore: Avv. Rosalida Trancucci

Quando la convivenza fra i coniugi diventa impossibile per i più svariati motivi, marito e moglie hanno la possibilità di separarsi.

Se sono d’accordo sulle modalità possono separarsi “CONSENSUALMENTE”, risparmiando tempo e soprattutto denaro.

Mentre, se non sono d’accordo sulle condizioni economiche o se uno dei due coniugi ritiene che non ci siano i presupposti per l’AFFIDAMENTO CONDIVISO DEI FIGLI, sarà necessario depositare una “SEPARAZIONE GIUDIZIALE”, per la quale il Presidente del Tribunale, all’udienza di comparizione dei coniugi, nominerà un Giudice Istruttore che sarà investito della causa.

QUALCHE CONSIGLIO UTILE: La separazione presuppone ormai l’AFFIDAMENTO CONDIVISO DEI FIGLI e dunque, la potestà genitoriale rimarrà in capo ad entrambi i genitori. Non sarà più com’era ante riforma, quando il genitore non affidatario aveva una potestà affievolita, mantenendo comunque un potere di controllo.

I motivi per opporsi all’affidamento condiviso dei figli, che ormai è la regola, devono essere veramente gravi e ben motivati. Poi è necessario precisare che ogni caso è a se stante e quindi, difficilmente si possono fare dei paragoni con altri casi di amici e/o parenti.

Decorsi tre anni dall’omologazione della separazione consensuale i coniugi, che erano stati autorizzati dal Tribunale a vivere separati, se ne hanno l’interesse, possono chiedere lo scioglimento del matrimonio civile, o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (religioso), in parole povere possono chiedere il divorzio.

Anche in questo caso se vi è accordo fra i coniugi può essere depositato un RICORSO CONGIUNTO, mentre, come spesso accade, se vi sono delle richieste da una delle parti, che l’altra non riconosce siano dovute, verrà depositato un DIVORZIO GIUDIZIALE.

Spiegare in poche righe un istituto così complesso come il divorzio risulta veramente difficile, pertanto, è consigliabile, prima di partire, parlarne con il proprio legale di fiducia che potrà mediare fra le parti, riuscendo, in alcuni casi, a trasformare un divorzio giudiziale in un divorzio congiunto, guadagnando sui tempi della giustizia italiana.