A PROPOSITO DI…

Autore: admin

Quando la convivenza fra i coniugi diventa impossibile per i più svariati motivi, marito e moglie hanno diverse possibilità.

Non tutti sanno, ad esempio, che se c’è la volontà di recuperare il rapporto matrimoniale, di trovare una soluzione, i coniugi possono essere aiutati, ricorrendo alla cosiddetta “MEDIAZIONE FAMILIARE“, rivolgendosi a centri e/o professionisti specializzati in tal senso, al fine di iniziare un percorso di coppia che li aiuti a risolvere i conflitti ed a gestire i rapporti genitori/figli.

SEPARAZIONE

Nel caso in cui, però, i problemi sono tanti e tali da non consentire una riappacificazione, i coniugi dovranno procedere per la separazione personale.

Se sono d’accordo sulle condizioni, possono separarsi “CONSENSUALMENTE”, risparmiando tempo e soprattutto denaro.

Nel caso non fossero d’accordo, invece, sulle condizioni economiche o se uno dei due coniugi dovesse ritenere che non ci siano i presupposti per l’AFFIDAMENTO CONDIVISO DEI FIGLI, ovvero non c’è l’accordo su quale genitore coabiterà con i figli, sarà necessario depositare un ricorso per “SEPARAZIONE GIUDIZIALE”. Fissata l’udienza per la comparizione dei coniugi, il Presidente del Tribunale li sentirà personalmente, disporrà, se necessario, dei provvedimenti provvisori ed urgenti per quanto riguarda l’eventuale mantenimento dei figli e la loro collocazione ed eventualmente stabilirà anche un contributo al mantenimento del coniuge economicamente più debole, nonché l’assegnazione della casa coniugale, avuto riguardo alle richieste formulate dalle parti nei rispettivi atti, quindi, fatto ciò, nominerà un Giudice Istruttore che sarà investito della causa per la prosecuzione nella fase istruttoria, che è finalizzata a dar prova di eventuali richieste economiche delle parti, di eventuali addebiti e così via.

QUALCHE CONSIGLIO UTILE: La separazione presuppone sempre l’AFFIDAMENTO CONDIVISO DEI FIGLI e dunque, la potestà parentale rimarrà in capo ad entrambi i genitori. Non è più com’era ante riforma, quando il genitore non affidatario aveva una potestà affievolita, mantenendo comunque un potere di controllo.

I motivi per opporsi all’affidamento condiviso dei figli devono quindi essere gravi e ben motivati.

E’ necessario precisare, quindi, che ogni caso è a se stante e va studiato ed analizzato approfonditamente e difficilmente si possono fare dei paragoni con altri casi di amici, parenti e/o conoscenti.

NEGOZIAZIONE ASSISTITA

Nel caso in cui i coniugi non hanno figli, ovvero, se i figli sono ormai maggiorenni ed economicamente indipendenti, potrebbero optare per la “NEGOZIAZIONE ASSISTITA”, che consente loro di attivare una procedura molto più celere, rispetto alla richiesta di separazione personale, formulata con il deposito del ricorso presso il Tribunale competente, che comporta tempistiche più lunghe. I coniugi dovranno avere ognuno il proprio legale.

A PROPOSITO DI DIVORZIO

La Legge del 06 maggio 2015 n. 55, ha introdotto il cosiddetto “DIVORZIO BREVE“, intendendo con tale definizione che decorsi 6 mesi (contrariamente ai tre anni previsti in precedenza) dall’omologazione della separazione consensuale, i coniugi che erano stati autorizzati dal Tribunale a vivere separati, se ne hanno l’interesse, possono chiedere lo scioglimento del matrimonio civile, o la cessazione degli effetti civili del matrimonio concordatario, ovvero, nel caso di separazione giudiziale, potranno chiedere il divorzio, decorsi 12 mesi dal deposito della sentenza di separazione.

Anche in caso di divorzio, se vi è accordo fra le parti può essere depositato un RICORSO CONGIUNTO, mentre, come spesso accade, se vi sono delle richieste da una delle parti, che l’altra non riconosce siano dovute, verrà depositato un ricorso per DIVORZIO GIUDIZIALE.

Spiegare in poche righe un istituto così complesso come il divorzio risulta veramente difficile, pertanto, è consigliabile, prima di decidere, parlarne con il proprio legale di fiducia che potrà mediare fra le parti, riuscendo, in alcuni casi, a trasformare un divorzio che inizialmente poteva essere giudiziale in un divorzio congiunto, guadagnandoci certamente, visti i tempi della giustizia.

NOVITA’: la legge sul divorzio breve ha introdotto delle novità, in particolare la possibilità di ottenere la pronuncia di divorzio senza doversi avvalere dell’intervento dell’avvocato. Dopo l’approvazione della Legge n. 55/2015, infatti, è possibile separarsi, divorziare o modificare le condizioni anche davanti al sindaco (o un suo delegato). In questo caso i coniugi hanno la facoltà di decidere se usufruire o no della tutela legale degli avvocati. Tuttavia, questa soluzione non potrà essere utilizzata in presenza di figli minori o maggiorenni bisognosi di tutela, o non economicamente indipendenti, nonché in casi di trasferimenti patrimoniali.