• Separazione e divorzio affidamento dei figli, affari patrimoniali, responsabilità dei coniugi e tempistiche della causa.
  • Incidente stradale operazioni preliminari, valutazione dei danni patrimoniali e personali, gestione delle pratiche assicurative, risarcimenti.
  • Il mobbing come si affronta la costante dequalificazione professionale, come si gestisce l'emergenza relazionale?.


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Separazione e divorzio

Autore: Avv. Rosalida Trancucci

COSA S’INTENDE PER DIVORZIO BREVE?

Dall’entrata in vigore della Legge n. 55/2015, sul divorzio breve, non è più necessario per i coniugi aspettare tre anni dal decreto di omologazione della separazione, in caso di separazione consensuale, o dal deposito della sentenza, nel caso di separazione giudiziale.

Il tempo massimo che i coniugi separati dovranno aspettare sarà di un anno, che si ridurrà a sei mesi nel caso di separazione consensuale.

In ogni caso resta, comunque, l’obbligo di procedere prima con la separazione, considerata “un passaggio intermedio”, che non è stato abolito, poiché, proprio da tale pronuncia decorreranno i suddetti termini per divorziare.

Si parla, dunque, di DIVORZIO “BREVE” proprio per la modifica del tempo che dovrà decorrere dalla pronuncia di separazione, che ante riforma era di tre anni.

Precisato quanto sopra, quindi, se la convivenza fra i coniugi diventa impossibile per i più svariati motivi, marito e moglie potranno separarsi, distinguendo fra due possibili forme di separazione.

Se i coniugi sono d’accordo sulle condizioni di separazione, potranno separarsi “CONSENSUALMENTE”, risparmiando tempo e soprattutto denaro.

LA SEPARAZIONE CONSENSUALE può essere effettuata nei seguenti modi:


  • In Tribunale viene depositato ricorso per richiedere la fissazione di un’udienza ove i coniugi compariranno innanzi al Presidente del Tribunale, che tenterà una conciliazione e se non avrà esito positivo, procederà ad “omologare” le condizioni proposte dai coniugi per ottenere la pronuncia di separazione e l’autorizzazione a vivere separati.
  • In Comune, innanzi all’Ufficiale di Stato civile, al quale i coniugi potranno rivolgersi quando non ci sono figli e beni da dividere. Le parti si presenteranno una prima volta in Comune per tentare una conciliazione e, dopo 30 giorni, verrà confermato l’accordo di separazione.

In questo caso non è necessario il patrocinio di un avvocato.

  • Con la negoziazione assistita per la quale è prevista l’assistenza alle parti dei rispettivi avvocati e tale procedura è possibile anche in presenza di figli e di divisione di beni. A provvedere a tutto il disbrigo delle pratiche per la convalida dell’accordo da parte del Tribunale saranno gli avvocati.

Tale procedura è sicuramente molto più celere rispetto alle tempistiche che si prospettano con il deposito del ricorso in Tribunale.

Si deve evidenziare, tuttavia, che se i coniugi sono d’accordo sulle condizioni di separazione e vogliono essere tutelati entrambi da un solo avvocato, saranno obbligati a procedere con il deposito del ricorso per separazione consensuale, poiché la procedura di negoziazione assistita prevede che ogni coniuge sia patrocinato da un avvocato, con la conseguenza di dover sostenere il costo di due avvocati.

Ottenuta la pronuncia di separazione, che verrà annotata a margine dell’atto di matrimonio, i coniugi potranno vivere separati.

Il problema di scegliere una delle modalità sopra indicate non si porrà, invece, nel caso in cui i coniugi non sono d’accordo sulle condizioni di separazione, ovvero, se uno dei coniugi ritiene che non ci siano i presupposti per l’AFFIDAMENTO CONDIVISO DEI FIGLI, ovvero, se c’è discordanza su chi coabiterà con gli stessi.

In tutti questi casi sarà necessario depositare un ricorso per “SEPARAZIONE GIUDIZIALE”.

Il Presidente del Tribunale adito, con il deposito del ricorso, all’udienza di comparizione dei coniugi, li sentirà personalmente, disporrà, se necessario, dei provvedimenti provvisori ed urgenti per quanto riguarda l’eventuale mantenimento dei figli e la loro collocazione presso il genitore ritenuto più idoneo ad occuparsi di loro, l’assegnazione della casa coniugale a chi coabiterà con i figli e l’eventuale contributo al mantenimento del coniuge economicamente più debole e così via, con riferimento alle richieste formulate dalle parti nei rispettivi atti difensivi, quindi, nominerà un Giudice Istruttore che sarà investito della causa, per la prosecuzione della stessa nella fase istruttoria.

QUALCHE CONSIGLIO UTILE

La separazione presuppone sempre l’AFFIDAMENTO DEI FIGLI AD ENTRAMBI I GENITORI, in maniera CONDIVISA e dunque, la potestà parentale rimarrà in capo ad entrambi i genitori, anche se dovrà essere deciso con quale genitore coabiteranno in modo prevalente.

I giudici cercano sempre di garantire ai minori serenità, stabilità e continuità nelle loro abitudini quotidiane e per tali motivi evitano di sradicarli dall’ambiente familiare in cui hanno vissuto sino alla separazione dei genitori.

I motivi per opporsi all’affidamento condiviso dei figli devono essere seri e veramente gravi e quindi, una richiesta di affidamento esclusivo da parte di uno dei genitori deve essere ben motivata e fondata su valide argomentazioni, che consentano al Giudicante di poter decidere.

Si deve precisare che ogni caso è unico e deve essere oggetto di studio, poiché ogni coppia ha la sua storia ed i suoi vissuti familiari e dunque, difficilmente paragonabile a casi di amici, parenti, conoscenti o di storie raccontate in trasmissioni televisive.

A PROPOSITO DI DIVORZIO

Per dirsi definitivamente “addio”, non è quindi sufficiente la dichiarazione di separazione, ma i coniugi separati dovranno attivarsi per ottenere la pronuncia di divorzio.

Decorso un anno dalla sentenza di separazione giudiziale, ovvero, sei mesi dall’omologazione della separazione consensuale i coniugi, che erano stati autorizzati dal Tribunale a vivere separati, se ne hanno l’interesse, possono chiedere lo scioglimento del matrimonio civile, o la cessazione degli effetti civili del matrimonio (religioso), in parole povere possono chiedere il divorzio.

Anche in questo caso se vi è accordo fra i coniugi può essere depositato un RICORSO PER DIVORZIO CONGIUNTO, mentre, come spesso accade, se vi sono delle richieste da una delle parti, che l’altra non riconosce siano dovute, verrà depositato un RICORSO PER DIVORZIO GIUDIZIALE.

Nel caso in cui i coniugi siano d’accordo sulle condizioni di divorzio potranno procedere:

  • In Comune, innanzi all’Ufficiale di stato civile;
  • In Tribunale;
  • Con la negoziazione assistita.

come innanzi spiegato nel caso della separazione consensuale.

Spiegare in poche righe un istituto così complesso come il divorzio risulta veramente difficile.

E’ consigliabile, quindi, prima di procedere, parlarne con il proprio legale di fiducia, che potrà cercare di mediare fra le parti, ma potrà anche indirizzare i coniugi ad un centro di mediazione familiare, al fine di dirimere le conflittualità presenti nella coppia.

Così facendo, in alcuni casi, l’avvocato potrà riuscire a trasformare una separazione o un divorzio giudiziale in una separazione consensuale o in un divorzio congiunto, guadagnando sui tempi e sui costi della giustizia, o addirittura, (molto raramente) riuscendo a giungere ad una riconciliazione fra i coniugi.

Si deve infine precisare che sia la separazione, sia il divorzio possono essere richiesti anche da uno solo dei coniugi, anche quando l’altro afferma di non voler procedere.

In questi casi, però, sarà necessario procedere esclusivamente in modo giudiziale.

Avv. Rosalida Trancucci del Foro di Torino